Come la crisi cambia le persone

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Oggi, dopo l'ennesima batosta, se mi permettete di definirla così, ho pensato di scrivere un post su come la crisi economica incide sul comportamento delle persone.
Mai come in questo periodo mi rendo conto di quanto la gente sia attaccata visceralmente al dio denaro.Proprio ora che la tanto discussa crisi batte alle porte di ogni categoria sociale (o quasi) si nota un sempre più accentuato menefreghismo unito ad una totale noncuranza verso il prossimo.




Sono cresciuta con dei valori e in questo credo che la mia educazione sia un successo.Non sono nata ricca, non ho ereditato proprietà e ho sempre cercato di industriarmi come potevo per venirne fuori.
Non credo nei lavori di categoria B ma ho sempre sperato di trovare un canale motivazionale nel lavoro che avrei scelto.
Mi sono inserita in uno dei gironi danteschi  di coloro che aspettano:la scuola.
Ho pensato che dando del mio meglio questo mi avrebbe portato ad essere apprezzata dal prossimo ma mi sbagliavo perchè la verità è che la nostra non è altro che una società fondata sull'individualismo che non lascia spazio alla solidarietà o al sostegno reciproco, fosse anche solo morale.




"Essere o Avere", un certo Fromm ne scrisse un libro che dieci anni fa già scavava in me la sensazione che vi fosse qualcosa di profondamente vero ma solo la consapevolezza unita all'esperienza fatta negli anni mi ha messa in condizione di capire davvero come stanno le cose.
Il libro citato verte su concetto che ciò che si possiede inteso come bene materiale definisce ed identifica quello che siamo agli occhi degli altri, estendendo il concetto credo anche che ad essere considerati unicamente per il proprio conto in banca ci conduca ad assimilarci nel denaro e credere che se non lo si ha non si vale nulla.
C'è la crisi ma i centri commerciali sono sempre pieni.
C'è la crisi e la gente compra a rate.Quindi c'è il consumismo che porta a spendere i soldi che si hanno e anche no.
Tempo fa ho traslocato, pure io che credevo di avere poche cose mi sono resa conto con non poco stupore di essere piena di oggetti inutili.Ok, alla fine non ho mai fatto spese folli ma mi sono comunque domandata perchè tenere tante cose che non uso e non servono,non a me.
Allora ho fatto una cernita abbastanza rigorosa e ho dato non so quanti vestiti in beneficenza.Altro è stato buttato via.
Ora parliamo del prossimo.Non credo di avere degli amici, i pochi che credevo tali non mi hanno aiutata, io ho sempre cercato di esserci per l'altro.
In questi mesi cercavo un posto dove stare e mi sono scontrata anche con questa realtà.




Chi sei?Che lavoro fai? Per che motivo ti trasferisci in un 'altra regione?Ultima busta paga, grazie.
E tu vallo a spiegare che sei una persona onesta, che paghi l'affitto, che sei precaria insegnante ma che se non fai quello ti metti a fare altro e ne vieni fuori.No, non interessa.Neppure se dai 3 mesi di anticipo.
Poi trovi la casa, quella che pare la più vicina al tuo desiderio e dopo aver concertato i dettagli del contratto, la sera prima della firma il proprietario ti chiama, si inventa una storia che fa acqua da tutte le parti e ti dice che no, la casa non te la da.Allora ti chiedi perchè ti sei dovuta scomodare ad andare due volte a parlarci per poi ricevere un 2 di picche.
Capita inoltre che sulla tua strada appaiano quasi per incanto delle possibilità.Gente che ti offre dei lavori e poi, quando le cose iniziano a prendere forma perchè TU ti dai da fare per poi sentirti dice che no, loro non intendono pagarti.
Allora capita che inizi a covare rabbia, sempre di più perchè provi un forte senso d'ingiustizia, perchè credi ancora in quel principio che se sei una persona retta e gentile tutto ti tornerà indietro.Vedi il tuo mondo sgretolarsi ad ogni persona che manca di rispetto nei tuoi confronti e la tua vista si tinge di grigio.
Ti chiedi come mai ti senti insoddisfatta e infelice.Allora inizi a pensare a che accidenti sono serviti gli anni di studio e la tua preparazione se neppure un lavoro decente e continuativo riesci a trovare.Inizi a guardarti attorno e vedi che i tuoi amici iper laureati vivino il tuo stesso senso di profondo disagio.





"E' un periodo storico difficile","c'è crisi", sono le solite frasi che senti risuonare nella mente con una leggerezza pari a quella di un martello pneumatico che ti toglie la capacità non solo di reagire ma proprio di pensare.
Pensare ad alternative.
L'uomo è pieno di risorse e sa davvero fare di necessità virtù..scusatemi tutte queste frasi fatte ma scrivo di getto per non interrompere il flusso di pensieri.
Allora cerchi di crearti un tuo microcosmo partendo da te e cercando di credere in te nonostante la società ti dia altri segnali.l
Perchè ti devi adeguare, devi far parte di una categoria altrimenti sei pericolosa.
Qui non si parla di ambizioni spropositate ma semplicemente di ricavarsi il proprio spazio nel mondo ma pare tutto bloccato.
Il lavoro è un diritto, lo studio è un diritto...Ma dove???
Non certo in Italia.Non esiste che studi e lavori, diciamocelo, se non segui le lezioni sei visto male e vallo a spiegare al professore che ti devi mantenere.Eh no, mi sa che se non capisce lui di questi problemi non li ha avuti quindi non esiste neppure una possibilità di dialogo.
Ma poi perchè studiare all'università?
Credo nello studio per passione ma sempre meno reputo meritocratico il sistema universitario, ne ho davvero viste troppe.
MA poi che vai a fare?Ah beh la carta si lascia scrivere ma nella fattualità è già tanto se riesci a trovare un posto di commessa a meno che tu non abbia le giuste conoscenze.Parlo per l'Italia e per la mia esperienza, magari altri sono stati più fortunati.
La ricchezza più grande è avere ed essere se stessi ma questo sistema, le persone avare e avide con cui ci relazioniamo ogni giorno ci cambiano spesso minando la stessa considerazione che abbiamo di noi stessi.
E' fondamentale rimanere centrati ma a volte ci si arrabbia così tanto che non si sa come reagire.
Domani sarà un altro giorno..il punto è che questa situazione fa imbruttire le persone, un po' come un virus che si diffonde a velocità incontrollabile.Sento il panico generale serpeggiare tra le persone.
Le cose dovrebbero e potrebbero cambiare ma nessuno fa nulla, nessuno si oppone.E allora io mi chiedo quale sia il limite.
Se poi viene a decadere anche il rispetto verso l'altro siamo davvero al punto di non ritorno.



Valentina Giramondo

Some say he’s half man half fish, others say he’s more of a seventy/thirty split. Either way he’s a fishy bastard.

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