Io e la scuola:10 anni da precaria..

0 Comments


Credo che la mia sia una storia piuttosto comune, specie se si considera l'ambiente Italia.
Ho iniziato a lavorare un anno dopo il diploma magistrale quando ancora non avevo ben capito come funzionassero le cose nel mondo della scuola.
Armata di passione per l'insegnamento in contemporanea a studi universitari rispondendo alla mia inclinazione per arte e letteratura ho iniziato a dare la mia disponibilità per le supplenze.
Non sapevo bene com'era la III fascia, mi sfuggivano molti piccoli meccanismi che oramai sono anche ben troppo afferrati ma rammento la voglia di dare e di fare.
Ebbi enormi difficoltà ad inserirsi in graduatoria, prima perchè mi si diceva in Provveditorato che io non potevo inserirmi per insegnare poi perchê mai mi sarei attesa tanta inutile burocrazia.
Poi è arrivata la mia prima supplenza, pochi giorni a dirla tutta ma ricordo l'emozione dell'esperienza nuova.Avevo 19 anni e mi ritrovai in una classe con una quindicina di bambini senza saper bene cosa fare.Col tempo ho capito che non c'è un modo preciso di fare, l'importante è farlo col desiderio di creare qualcosa e senza timore di situazioni che non si conoscono.
Andò bene e mi innamorai di questo lavoro.
Nonostante tutti i notevoli ostacoli e dispiaceri non mi sono mai disinnamorata anche se mi accorgo che per un'iniquità del sistema mi sento sempre più stanca e meno motivata.
Ho lavorato per dieci anni come supplente, anche su incarichi annuali, inutile dirlo che proprio questi sono stati i più motivanti e appaganti sotto tutti i profili, primo quello umano.Ho insegnato in particolare alle scuole primarie sempre cercando di fare la differenza, anche quando sapevo di restare pochi giorni.
Arrivano poi momenti in cui ti sentì chiedere da una collega se tu sei una maestra o una supplente e allora come oggi provi un senso di ingiustizia e mortificazione senza pari.Capita anche che inizi a provare rabbia per non dire frustrazione quando cògli tutte le più nere sfumature del mondo dell'insegnamento scorgendo docenti di ruolo che vuoi per esaurimento da troppi anni di lavoro vuoi per pigrizia fanno tutto fuorchè insegnare.
Allora ti chiedi perchè un sistema di reclutamento simile debba ancora esistere.
Passano gli anni con il cellulare sotto il cuscino in attesa di una telefonata che potrebbe sopraggiungere da un momento all'altro non sapendo più se gioire o mandare tutto al diavolo.
Perchè diciamocelo, dopo 8/10anni tu cambi, inizi a desiderare la possibilitá di concretezza e invece sei lì che collezioni punti neanche fosse un gioco a premi.
Si, magari guadagni pochi soldi perchè lavori part time però sai, i punti..
Mi sono laureata in Lettere ma l'insegnante non posso farla, per quello c'è Scienze della formazione.oppure i PAS ex TFA..ah ma bisogna pagare 2000/3000euro e frequentare..ma se lavoro come faccio.E perchè dovrei pagare così tanto?
Il Diploma conseguito entrò il 2001/2002 è abilitante, ê scritto anche sul mio diploma eppure poi hanno apportato delle modifiche per rendere nulla l'abilitazione a favore di una peesunta idoneità ...quindi sono condannata ad essere supplente a vita.
Ho frequentato l'università ,ho insegnato per 10 anni nelle scuole primarie, sarò legittimata a chiedere cache mi sia riconosciuta l'abilitaazione?
Diciamo la verità: è giusto fare ciò che si ama e perseguire i propri obiettivi fino in fondo ma perseverare è folle Perchè non fare altri cinque anni di studi per abilitarmi?per poi finire in II fascia in infinite graduatorie ad esaurimento? È pazzia proseguire su questa strada e il pensiero di mollar tutto per fare altro ,magari altrove si affaccia prepotentemente alla mia mente.
Quella dei supplenti è la categoria più sfortunata, non si hanno permessi di studio(almeno a me non sono mai stati concessi) nessuna sicurezza economica ne di continuità lavorativa e nessuna tutela.
Non so se per cambiare tutto questo debba limitarsi a cambiare il Paese oppure il lavoro.



Valentina Giramondo

Some say he’s half man half fish, others say he’s more of a seventy/thirty split. Either way he’s a fishy bastard.

0 commenti:

Valentina Giramondo